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Giulio Questi nasce a Bergamo nel 1924 da una famiglia antifascista.

A vent’anni partecipa alla guerra di liberazione nelle montagne bergamasche. Di questa esperienza formativa ha scritto un libro di racconti – Uomini e comandanti – pubblicato nel 2014 da Einaudi e con il quale nello stesso anno ha vinto il Premio Chiara.

Amico di Elio Vittorini, scrisse su Il Politecnico. Quando Giulio scelse il cinema anziché la scrittura Vittorini ne rimase deluso.

Fu magnifico attore per Pietro Germi in “Signore e signori” e per Federico Fellini in “La dolce vita”.Scrisse e realizzò alcuni film fra cui il cult “Se sei vivo spara”, “Arcana”, “La morte ha fatto l’uovo”. Fu scelto da Italo Calvino per la regia televisiva di due racconti di Hoffmann.

A ottant’anni, uscito dal dentista che gli aveva cavato tutti i denti, si imbatte in un negozio di articoli fotografici e video e, per consolarsi, acquista una videocamera digitale. Comincia così a girare in casa video di cui è autore, regista e interprete. Dopo qualche anno la Ripley’s Film pubblica un cofanetto con tutti i suoi video e una conversazione filmata con Giulio di Stefano Consiglio in cui svela i suoi artifizi per realizzare tutto solo i video.

Nel 2014, poco prima della sua morte, l’Editore Rubbettino ha pubblicato dei frammenti autobiografici raccolti da Domenico Monetti e Luca Pallanch intitolati “Se non ricordo male” e ultimamente, sempre per Rubbettino, è stato pubblicato “Effetti e scadenze”, un noir sulla mafia romana scritto in tempi non sospetti circa vent’anni fa.

Questi amava i giovani. Spesso venivano a trovarlo e gli sottoponevano i loro progetti, le loro idee. Si appassionava, discuteva con loro, li consigliava, dava suggerimenti.

Per questo la moglie e un gruppo di cari amici hanno pensato di ricordarlo con un premio.

 

Diana Donatelli
gennaio 2016