Home

Nato nel 1924 a Bergamo in una famiglia antifascista Giulio Questi parteciperà alla guerra di liberazione nelle montagne bergamasche, esperienza formativa che riporterà nel bellissimo libro di racconti “Uomini e comandanti” che vedrà la sua pubblicazione per Einaudi solo nel 2014 e che gli valse il Premio Chiara nello stesso anno.

Amico di Elio Vittorini, scrisse su Il Politecnico per poi abbandonare la scrittura per il cinema e Roma.

L’amicizia con Valerio Zurlini, con cui fa muove i primi passi sul set come assistente e organizzatore, ruolo che lo porterà a lavorare con Francesco Rosi, e quella con l’inseparabile Kim Arcalli con cui stabilirà un sodalizio artistico ed umano che durerà sino alla morte di Arcalli. 

Giulio Questi fu un magnifico attore per Germi in “Signore e signori” e Fellini in “La dolce vita”. Scrisse e diresse documentari, “Città alta“, “Donne di servizio”, “Giocare” e “Om am Po”, e lungometraggi divenuti oggi film di culto: “Se sei vivo spara”, “Arcana”, “La morte ha fatto l’uovo” e “Nudi per vivere” opera realizzata a sei mani con Giuliano Montaldo e Elio Petri. Autore e regista per la televisione fu scelto da Italo Calvino per la regia della trasposizione televisiva di due racconti di Hoffmann e scrisse, dirigendo, episodi delle serie TV “L’ispettore Sarti” e “Quando arriva un giudice”.  

A ottant’anni, per consolarsi della drastica decisione di cavarsi i denti, acquista una videocamera digitale, oggetto del desiderio, e utilizzando come set l’appartamento in cui vive comincia a girare piccoli film di cui è autore, regista, interprete e montatore e, con la Solipso Film, anche produttore.

Editati in DVD dalla RIPLEY’S FILM in un cofanetto, assieme a una conversazione filmata tra Giulio Questi e Stefano Consiglio, i corti daranno vita a una nuova stagione creativa che lo porterà ad essere protagonista di un evento speciale a lui dedicato alle Giornate degli Autori durante il Festival di Venezia del 2006.

A novant’anni si ritrova ad essere al centro dell’attenzione anche editoriale grazie al “caso” letterario rappresentato dalla pubblicazione di “Uomini e comandanti” e pubblicando con Rubbettino, sempre nel 2014, “Se non ricordo male”, frammenti autobiografici raccolti da Domenico Monetti e Luca Pallanch, ed “Effetti e scadenze”, noir sulla mafia romana scritto e rimasto nel cassetto per più di 20 anni.

Elegante, generoso Giulio Questi era un talento portentoso che amava i giovani con cui manteneva continui rapporti, anche professionali, leggendo progetti e sceneggiature, intervenendo con le sue idee ed opinioni con passione, discutendo e consigliando con tatto ed entusiasmo.

L’amore per i giovani e per il video, che lo ha riportato alla scrittura visiva, sono i motivi che ha portato la moglie e un gruppo di intimi amici alla decisione di istituire il PREMIO GIULIO QUESTI, nato nel 2016 allo scopo di promuovere il talento di giovani autori.

Diana Donatelli, gennaio 2016.